Il sesso dovrebbe essere un’esperienza piacevole, ma è difficile che sia così quando si soffre della cosiddetta ‘ansia da prestazione’. Vediamo insieme come nasce l’ansia da prestazione e come fare per ritrovare l’intesa di coppia e il piacere del fare l’amore.

ansia da prestazione

Sulla carta, il sesso dovrebbe essere un’esperienza decisamente piacevole. A volte, però, finisce per diventare l’esatto opposto: un’attività che diviene fonte di stress più che di piacere. Questo è vero soprattutto nel caso siano presenti delle disfunzioni sessuali che impediscono di godere a pieno dell’esperienza, come difficoltà legate all’erezione o all’eiaculazione precoce negli uomini oppure assenza di desiderio o anorgasmia nelle donne.

Al di là delle specifiche problematiche, però, uno dei peggiori nemici del sesso resta sicuramente l’ansia da prestazione. In particolare, le preoccupazioni relative al proprio aspetto o alle proprie performance tra le lenzuola, che rendono il rapporto sessuale un’esperienza decisamente stressante e motivo di forte sofferenza. Anche per il partner.

In questo articolo portiamo l’attenzione sul rapporto tra sesso e ansia, in particolare sulle preoccupazioni relative alla prestazione e su cosa si può fare per vivere con maggiore serenità i momenti di intimità con la propria dolce metà.

Ansia e sessualità: una coppia incompatibile

Abbiamo parlato molte volte di come i nostri pensieri possano portarci a sperimentare ansia. Le tipiche preoccupazioni di chi si approccia all’attività sessuale come una “prestazione” non fanno eccezione.

Nel momento in cui si scatena la risposta di ansia, infatti, nel nostro corpo avvengono delle modificazioni che preparano il nostro corpo ad agire: andiamo cioè in modalità “attacco o fuga”. Quando si attivano i circuiti responsabili di questo processo (parliamo del sistema nervoso simpatico, che di simpatico, come stiamo per vedere, non ha proprio nulla), semplicemente non si può avere un’erezione. Nelle donne, invece, è impedita la risposta di lubrificazione.

Insomma, mancano proprio le basi. Non c’è molto altro da aggiungere: ansia e sesso sono decisamente incompatibili!

Pensieri e preoccupazioni

Ci sono diversi tipi di preoccupazioni che possono passare per la testa dello sfortunato amante. Semplificando, possiamo distinguerle in due tipologie: quelle relative alla prestazione e quelle legate alla propria immagine di sé.

Tra le ansie che hanno come oggetto la performance sessuale troviamo in particolare:

  • L’aspettativa di dover soddisfare sessualmente il partner;
  • La preoccupazione (nell’uomo) di raggiungere l’eiaculazione troppo presto o di non riuscire a raggiungerla affatto;
  • La preoccupazione (nella donna) di non essere in grado di raggiungere un orgasmo.

Per quanto riguarda aspetti legati alla propria immagine corporea, si riscontra soprattutto:

  • Il non essere a proprio agio con il proprio corpo, sia rispetto a inestetismi o a problemi di peso, sia relativamente alla conformazione e alle misure degli organi genitali.

Esistono diversi motivi che possono portare una persona a sperimentare ansia in ambito sessuale. Si va da precedenti esperienze traumatiche a cambiamenti fisici dovuti a malattie o gravidanze, passando per molti altri fattori. Tra questi, un ruolo sicuramente importante è occupato dalle credenze relative alla sessualità.

Credenze sul sesso e immagine di sé

Parliamo di idee decisamente inesatte ma purtroppo molto diffuse nella nostra società relative a cosa sia il sesso e come vada fatto, ma anche concezioni relative alla mascolinità o alla femminilità. Ad esempio:

  • l’uomo è davvero uomo solo se è in grado di soddisfare una donna, magari con un certo numero predefinito di orgasmi “da procurare”;
  • l’uomo deve essere sempre avere voglia ed essere pronto e disponibile a fare sesso, a prescindere dalla stanchezza, dalla saluta fisica e dall’ansia;
  • le dimensioni sono l’unica cosa che conta davvero;
  • in una coppia, se ci si ama davvero, si sa già cosa vuole o pensa il proprio partner;
  • il sesso deve essere un’attività naturale e spontanea, non se ne può parlare, altrimenti non sarebbe la stessa cosa;
  • il sesso è realmente soddisfacente solo se entrambi i partner hanno un orgasmo contemporaneamente.

Il problema di queste credenze, oltre al fatto che sono di per sé assolutamente sbagliate, è che inducono una certa idea di cosa è normale e di cosa non lo è, di ciò che va e di ciò che non va. Un uomo che, ad esempio, non è dell’umore giusto per un rapporto sessuale potrebbe ritenere che c’è qualcosa in lui che non va, che non è normale. Allo stesso modo, un uomo che non riesce a sviluppare o a mantenere l’erezione durante un rapporto sessuale, potrebbe pensare di non essere in grado di soddisfare sessualmente la propria partner, quindi di non essere un “vero” uomo.

Che effetto può avere sulla propria immagine di sé credere a queste concezioni sulla sessualità? Cosa succede se crediamo in maniera rigida a queste idee, confrontandoci continuamente con standard irrealistici e per di più inesatti?

Cosa succede in camera da letto?

Come spesso accade quando si ha a che fare con l’ansia, le conseguenze che più temiamo e che vogliamo evitare si presentano drammaticamente proprio a causa della stessa ansia.

Quando una persona vive la sessualità concentrandosi esclusivamente sulla prestazione o sui propri difetti fisici, perde di vista cosa succede tra le lenzuola in quel momento. Non solo, perde di vista il proprio partner.

Un amante distratto da pensieri quali “sto andando bene?”, “si vede la pancia che sobbalza?” o “non devo perdere il controllo!” è un amante disattento, quindi non in grado di prestare realmente attenzione ai bisogni del partner, quindi – paradossalmente – non in grado di soddisfarlo.

Il rischio è che si instauri un circolo vizioso dal quale diventa difficile uscirne: a partire dagli effetti dell’ansia sulla “prestazione”, che già rendono difficile iniziare o portare avanti un rapporto, se l’attenzione è portata esclusivamente alla performance non c’è possibilità di un incontro realmente soddisfacente, il che alimenta le proprie insicurezze e, quindi, la propria ansia.

ansia da prestazione

Come affrontare l’ansia da prestazione

Un consiglio generale e sempre valido quando si parla di difficoltà sessuali, è di rivolgersi al proprio medico di fiducia ed eventualmente a medici specializzati in disturbi della sessualità. È il caso soprattutto di problemi relativi all’erezione o in caso di dolori nel rapporto. Ad ogni modo, è necessario indagare su possibili condizioni mediche o sull’utilizzo di farmaci o altre sostanze che possono essere alla base di una disfunzione sessuale.

Esclusa la possibilità di una causa organica, il mio consiglio è di:

  • Parlarne con il tuo partner. È molto importante confrontarsi in maniera aperta sulle proprie difficoltà o insicurezze, anche perché spesso il partner è già ben consapevole che c’è “qualcosa che non va”. Provate a trovare una soluzione insieme: oltre che avvicinarvi ancora di più come coppia, la vostra vita sessuale potrebbe guadagnare moltissimo da un confronto aperto e sincero.
  • Non concentrarti solo sulla penetrazione. Il sesso è molto più del coito, e il piacere non dipende solo da questo. Ci sono molti modi per provare benessere e soddisfazione nell’intimità con l’altro, dai massaggi sensuali ai baci, dalle carezze al darsi piacere l’un l’altro senza penetrazione. Quello che conta, alla fine, è solo stare bene insieme e godersi il momento.
  • Chiedere aiuto a un terapeuta. Se hai difficoltà a confrontarti con il partner o non sai bene cosa fare, la cosa migliore da fare è consultare uno psicoterapeuta che possa aiutarti nel risolvere queste difficoltà. È comunque la strada migliore da percorrere se una coppia vive delle forti tensioni al di fuori della camera da letto: in questi casi è difficile anche che ci sia il desiderio di fare l’amore, che è sicuramente un prerequisito fondamentale, figuriamoci il resto.

Infine, è importante che tu smetta di darti addosso. Smetti di concentrarti sui tuoi difetti o sullo standard minimo da garantire: come abbiamo visto non è che aiuti molto. Smetti di giudicarti negativamente: non serve a nulla e ti fa stare solo male. Se pensi di avere dei problemi a letto, cerca aiuto: è la decisione più saggia per tornare nuovamente a vivere la sessualità in maniera positiva e soddisfacente.

Se hai bisogno, io ci sono.

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